I non COMPAGNI CHE non SBAGLIANO

Ora se ne sentono di tutti i colori.

Goracci sessista e dispotico, zar autoritario.
Goracci mitico compagno vittima del complotto yankee-sionista.
Maria Cristina Ercoli mafiosa imbucatrice di familiari.
Maria Cristina Ercoli grande amministratrice rimossa per il tripudio delle lobby del cemento.
Rifondazione Comunista alla frutta, schiava di carrierismi e personalismi.
Rifondazione Comunista unico argine al capitalismo globale che tenta di distruggerla.
I vertici regionali del partito vigliacchi che scaricano i compagni nel momento del bisogno.
I vertici regionali del partito eroici paladini della legalità senza se e senza ma.

Ora, senza farci prendere dalla frenesia si potrebbero sottolineare alcune evidenze:

•    La colpevolezza o l’innocenza degli imputati la determina l’indagine della magistratura, deviazioni o interpretazioni proto-berlusconiane non sono consentite. Se crolla anche la credibilità dell’ultimo istituto con un minimo di dignità che c’è in questo malato paese, allora conviene darsi alla macchia con armi e vettovaglie.
•    Il partito deve essere duro, non con la certezza, ma anche solo con il sospetto dell’illegalità, come abbiamo sempre sostenuto per tutti gli indagati eccellenti non comunisti degli ultimi anni. Le dimissioni, dal partito e dalle istituzioni, sono un dovere per un compagno che incorra in tali infamanti accuse.
•    I compagni inquisiti meritano la nostra umana fiducia e coltiviamo la speranza che riescano a dimostrarsi assolutamente estranei ai reati che gli sono contestati. Ma non la nostra cieca devozione secondo una prassi, tutta interna al filone più stalinista del PCI, secondo la quale i compagni si difendono sempre, rinnovando l’odioso equivoco dell’eterogenesi dei fini di cui abbiamo avuto penosa esperienza nel secolo scorso.
•    Il compagno consigliere Goracci è già stato giudicato e condannato dalla comunità politica alla quale apparteniamo per non aver versato la quota dovuta al partito che ha contribuito alla sua elezione (con i soli voti di Gubbio non sarebbe mai scattato il quorum per il consigliere regionale). Sicuramente una certa freddezza nella risposta di Rifondazione ai recenti eventi, affonda in questa non nota, ma molto sentita criticità. Il passaggio della molestia sessuale, ma questa è una pura impressione, ci sembra assolutamente inverosimile e puzza un po’ di vendetta terribile e diffamatoria.
•    Molti cittadini, compagni e non, di Gubbio difendono le persone in stato di fermo perché ritengono che abbiano governato benissimo la loro città. È un dato da tenere in debito conto perché ci parla di un legame forte con la comunità di appartenenza che, evidentemente, è indice di qualcosa di buono. Non è tuttavia la prova che non si siano commessi reati o scorrettezze. È piena la storia di buoni amministratori che si siano lasciati andare a errori di questo tipo.

E qui finiscono le nostre certezze e iniziano i nostri dubbi. Dando per scontata la terzietà della magistratura e la presunzione di innocenza, quali sono gli invisibili bavagli che  impediscono il dispiegarsi di analoghe indagini a 360°?

Forse siamo appena scesi dal treno e non ci siamo abituati abbastanza alla vita di città, ma abbiamo come la sensazione che Appalti pilotati, Concorsi truccati, Piani Regolatori oscuri, Infiltrazioni criminose, Mobbing sui lavoratori, Abusi d’ufficio, Avances sessuali, Promozioni sospette, Reati ambientali e chi più ne ha più ne metta, non siano dei casi così isolati.

Sarà solo l’antipasto? Ne vedremo delle belle? Aspettiamo incazzati ma fiduciosi.

2 commenti

  1. no so dire se provo “più rabbia, pena, schifo o malinconia”.


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