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“L’Altra Europa con Tsipras”, qualcosa in più di un semplice nome.

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Parallelamente alla costruzione dell’Altra Europa a livello regionale come soggetto di sinistra autonomo e unitario in  cui riversare le buone esperienze della sinistra politica, referendaria e sociale  anche a Marsciano si è messa in moto l’attività assembleare per fondare e radicare L’altra Europa anche nel nostro territorio. Lunedì 2 Marzo alla Sala Vallerani di Marsciano cittadini di sinistra, militanti del circolo Prc  di Marsciano, e larga parte della sinistra diffusa Marscianese si sono mossi per la prima volta per cercare di mobilitare nella coscienza di coloro che alle ultime europee ma anche durante le ultime elezioni nazionali in Grecia hanno votato l’Altra Europa ed hanno seguito da vicino la vicenda Tsipras e Syriza.

Se il nome di “TSIPRAS” nel simbolo dell’Altra Europa sembrava  apparire come una deriva personalistica, oggi Alexis Tsipras non è più un nome qualsiasi: con questo nome si può riconoscere l’appartenenza chiara e netta ad uno schieramento politico che va dalle questioni locali raggiungendo le dimensioni europee. L’Altra  Europa vuole rappresentare un fronte amplio antiliberista contro l’austerity e le politiche economiche della BCE e dell’Unione Europea, un fronte che vuole occupare lo spazio politico del lavoro, la solidarietà, per un’economia eco-compatibile e sostenibile che cerca di ribaltare il paradigma di sviluppo dettato dalla Troika. Per noi la costruzione de L’altra Europa e la solidarietà attiva con il governo greco e con Syriza non è altro che il proseguo naturale del cammino ventennale della sinistra europea e delle sue lotte in cui Rifondazione comunista è stata determinante e protagonista assieme a tutti i partiti, e i movimenti di sinistra su scala continentale.

Nella costruzione del nuovo soggetto politico si parte dalle prossime elezioni regionali che non sono il nostro obbiettivo sono solo una tappa per ridare uno spazio alla sinistra contro l’intolleranza il razzismo delle destre ma anche  fuori dall’austerity del Renzismo che restringe i diritti, abbassa i salari e precarizza le nostre vite. Per le prossime elezioni regionali L’Altra Europa già ha aperto una discussione regionale a sinistra con tutti quelli interessati ad uno spazio politico fuori dal recinto soffocante di Renzi, è già emersa la volontà di presentarsi alle elezioni con una larga alleanza sociale e politica presentando una o più liste. Niente accordo con PD, incompatibilità con il sistema politico bipolare , e condivisione di un programma chiaro, democratico e che possa toccare le reali condizione materiali di tutti gli umbri. A Marsciano qualcosa si muove, non tanto perché è stata attivata e sviluppata un assemblea aperta e partecipata alla quale molte persone nuove si sono interessate e altri  volti “noti” si sono riaffiacciati, ma anche perché  è stata votata all’unanimità come portavoce del presidio la compagna Tania Natalizi. Ora c’è da fare tanto e serve la partecipazione di quanti più possibile, al lavoro e alla lotta!

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Allineati e COOPerti

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Siamo più che consapevoli dello schieramento di poteri forti, interessi economici e ‘buongoverno democratico e socialista’ in difesa dell’operazione Variante al PRG per lo spostamento della Coop. Del resto come sarebbe potuto emergere più chiaramente dopo gli interventi a favore dello spostamento stesso nel Consiglio Comunale del 28-01-2015? A parte una lavoratrice della Coop che ha comprensibilmente espresso l’auspicio che l’azienda non operasse gli esuberi minacciati, abbiamo ascoltato gli interventi di due ex assessori del Comune di Marsciano: Fabiano Coletti e Vito Taticchi per l’occasione rispettivamente in veste di rappresentanti della CNA e dei soci Coop. Non c’è nulla di personale in questa analisi e lungi da noi stigmatizzare i personaggi in sé (l’assessore Coletti si è addirittura dimesso nella scorsa legislatura dopo aver tentato meritoriamente di aiutare gli esercenti del Centro Storico…) ma la lettura delle squadre in campo ci sembra assolutamente chiara. Da una parte i cittadini, dall’altra un sistema di potere antico e sordo alla partecipazione massiccia delle persone, alle loro richieste, schiavo a sua volta delle relazioni con le più importanti realtà produttive del territorio. Fin qui niente di strano, conoscevamo bene la partita ed eravamo ben pronti a giocarla con il rischio di perderla. Nonostante le opposizioni abbiano smontato tutte le argomentazioni portate a sostegno della variante non sono riuscite a far retrocedere la maggioranza. Quello che ci ha profondamente stupito è stato il comportamento del primo giornale per diffusione della nostra regione: Il Corriere dell’Umbria. Molti articoli sono stati scritti, da novembre a oggi, da formazioni politiche, consiglieri comunali, forze sociali e comitati, ma quasi nulla è stato mandato in stampa e quel poco stravolto e in secondo piano. A 4 giorni dal Consiglio Comunale più lungo e importante degli ultimi 6-7 anni, con 150 persone assiepate in piedi per 6 ore, nulla è uscito nelle pagine del Corriere dell’Umbria. In compenso, ogni giorno, sono presenti due pagine intere di pubblicità di promozioni Coop sulla fedeltà dei clienti. E’ risaputo, la Coop promuove sconti e premialità per chi dimostra la massima fedeltà allo storico marchio. (http://altramarsciano.it/allineati-e-cooperti/)

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28-01 accadde al CONSIGLIO COMUNALE…

28 GENNAIO 2015 CONSIGLIO COMUNALE Marsciano ore 15

Partecipiamo numerosi.

La coop sei solo tu, Alfio

L’undici di ottobre un gruppo di ragazzi giovani, alcuni giovanissimi, prova ad “organizzare un evento”, come va di moda dire adesso. Un incontro con due giornaliste cubane, seguito da una serata in musica. Scelgono di farlo all’ex tabacchificio, una struttura in stato di abbandono, usata per la fiera verde in modo da scongiurare la pioggia che arriva sempre puntuale nei giorni della fiera. Doveva diventare un auditorium, nel 2008 il comune sbandierò la riqualificazione del tabacchificio con  l’idea del project financing, ovvero capitali privati per rimettere a posto l’opera pubblica. Dopo quasi sette anni da quegli annunci, i ragazzi hanno aperto le porte del tabacchificio ed hanno trovato un letamaio. I piccioni, senza project financing, l’avevano adottato come latrina. Senza rimboccarsi le maniche, ma anzi vestendosi ancora di più con guanti e tute, i giovani marscianesi hanno ripulito tutto. Con l’autorizzazione di Comune, Asl e Siae, hanno organizzato l’evento: “Ottobre Rosso”. E’ stato un successo così grande, che già a fine serata in tanti hanno chiesto: “quando facciamo il prossimo?”. Tanti ragazzi, di diverse estrazioni politiche e sociali. Senza connotazioni o secondi fini, stavano cominciando a rianimare uno spazio pubblico lasciato al degrado. Una sorta di miracolo, alla faccia dell’apatia dei giovani sbandierata dai vecchi. Il tredici dicembre, presso l’ex tabacchificio, è in programma un incontro con i lavoratori dell’Ast di Terni e dell’FBM di Marsciano, seguito da una serata musicale animata dai gruppi marscianesi. Anche qui, successo di pubblico al di là di ogni previsione. Anche qui, tutte le autorizzazioni regolarmente richieste. Comune, Asl etc. I ragazzi si organizzano sotto il nome di Collettivo Autonomo Ex Tabacchificio. E vanno avanti. Il 28 dicembre mettono in piedi un’iniziativa sul riuso: raccolta di oggetti usati a favore delle associazioni del territorio. Arriva di tutto: giocattoli, coperte, vecchi indumenti, libri. Ne beneficeranno tante associazioni,da quelle a sostegno dei disabili alla scuola materna Rodari, colpita da un incendio che ha bruciato anche i giochi dei bambini. Dopo tre successi di fila, qualcosa va storto. L’autorizzazione del comune scade il 31 dicembre. Il 4 gennaio è in programma la re-distribuzione degli oggetti usati. C’è già, comunque, una nuova richiesta al comune, per l’utilizzo del tabacchificio in comodato d’uso. Riaprire uno spazio abbandonato, riaprirlo ai marscianesi: un posto dove suonare, ballare, incontrarsi, non gestito a fini di lucro o figlio di chissà quale speculazione. Non solo la richiesta viene respinta dal sindaco, con i soliti tecnicismi a fare da scudo, ma la re-distribuzione degli oggetti usati alle associazioni senza autorizzazione, non gli è andata giù. Da lì lo strappo. Niente tabacchificio, siete volgari, abbiamo trovato delle scritte. Sì, ci sono un paio di murales, senza scritte volgari. Andate a vederli. Se poi vanno tolti, basta una mano di vernice. Dai tanti che sono i ragazzi del Collettivo, ci mettono un paio d’ore a riverniciarli. La storia del Collettivo Autonomo Ex Tabacchificio è adesso a un bivio. Il comune vuole indirizzarli verso un binario morto, per una scelta politica nascosta da cavilli tecnici. “La struttura è inagibile”, dicono. Ci fanno la fiera verde, ma solo perché il sindaco si prende la responsabilità, dice il sindaco. Lavorando insieme, probabilmente, si potrebbe renderla di nuovo agibile. E’ di sicuro una strada tortuosa, complicata, ma varrebbe la pena tentare. Varrebbe la pena tenere in considerazione lo sforzo e la volontà del Collettivo, che altro non sono che ragazzi con tutti i pregi e i difetti della loro età. Non è questa, però, l’intenzione del comune. Qui non si dialoga con nessuno. Eppure ci sono storie dove i cavilli tecnici si superano. C’è una cooperativa tra le più potenti d’italia che ha chiesto di abbandonare un casermone di cemento costruito meno di venti anni fa, per rifarne uno nuovo ad Ammeto. Per poterlo fare, c’è bisogno di una variante al piano regolatore. Alla richiesta della Coop, il sindaco non ha detto: “il piano regolatore non lo permette”. La risposta è stata: “il piano regolatore si cambia”. La domanda a cui dovrà rispondere il sindaco durante il prossimo consiglio comunale ha una risposta ai limiti dell’ovvio, sebbene il nostro sindaco di sicuro ci girerà intorno. Se saremo in tanti, però, potremo urlargliela in faccia per vedere la faccia che fa. Per vedere l’espressione di chi mette la convenienza politica e personale di fronte a qualsiasi cosa. Per capire fino a dove arriva lo spirito di sopravvivenza di chi, senza i voti e le marchette alla coop, sarebbe un comune mortale come noi, costretti persino a lottare per mantenere il posto di lavoro. Andiamoci tutti, domani, al consiglio comunale. Andiamoci per cercare risposta ad una domanda semplice:

Perché per la coop si cambiano le regole e per i giovani marscianesi no? (http://altramarsciano.it/la-coop-sei-solo-tu-alfio/).

Nella foto un consigliere comunale di maggioranza spiega le sue posizioni al riguardo.

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La popolazione non vuole la nuova Coop

“Bene ha fatto il Presidente Ceccarelli a rinviare il Consiglio previsto per venerdì 19 Dicembre.
Questo ennesimo momento di riflessione deve servire a tutti i Consiglieri Comunali per ponderare fino in fondo sull’importanza del voto che ci attende per la variante che interessa il possibile spostamento della COOP.
Non entriamo più nel merito della discussione tanto è chiaro a tutta la popolazione marscianese quanto questa operazione non è per lo sviluppo della collettività ma solo per alcuni interessi speculativi.
Le forze politiche di opposizione, che rappresentano la metà della popolazione comunale e la maggioranza del capoluogo, sono tutte contrarie. All’interno delle forze di maggioranza c’è stata la netta presa di posizione di Proposta Marsciano contro il voto favorevole del proprio eletto in commissione (voto fondamentale per l’approvazione) e le perplessità più volte espresse del Partito Socialista. All’interno del PD voci contrarie, come l’ex segretario Moscoloni (assente alla votazione dello scorso anno), che si sono espresse nella scorsa legislatura, ora ricoprono importanti ruoli in Giunta. Come può pensare questo Consiglio Comunale di avallare una scelta così scellerata e malvista dalla stragrande maggioranza della popolazione marscianese con il voto prevalente di consiglieri delle frazioni molto distanti dalle problematiche in oggetto?
Chi sono gli eletti per contraddire il volere delle proprie famiglie politiche e della cittadinanza del capoluogo? Ma veramente la nostra Amministrazione è così sorda al comune sentire dei cittadini che non sentono alcuna necessità di un nuovo Centro Commerciale ad Ammeto e che non vogliono la morte del Centro Storico sul quale abbiamo investito di recente milioni di €? Questa decisione influirà molto pesantemente sul futuro della nostra collettività sia dal punto di vista urbanistico che da quello della viabilità e dello sviluppo commerciale; ci giochiamo la possibilità di non avere vecchi e nuovi cimiteri di cemento che facciamo morire definitivamente il centro di Marsciano.
L’Amministrazione Comunale si fermi, ascolti per una volta le opposizioni, apra un percorso partecipativo veramente inclusivo per tutte le numerose vertenze aperte nel territorio tra le quali ricordiamo il problema delle Vinacce. In quella occasione non si è voluto prendere in considerazione altri punti di vista e oggi siamo arrivati al sequestro del sito. Chiediamo all’Amministrazione di cambiare il proprio metodo se non vuole che le prossime sedute del Consiglio siano animate da forti proteste popolari come, prevedibilmente, si sarebbero svolte nel Consiglio del 19 Dicembre. Le feste non fiaccheranno la nostra attenzione”

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Dai diamanti non nasce niente…

imagesCercherò di isolare alcuni elementi dalla ridda di analisi più o meno strumentali che sono girate a ridosso delle elezioni e di fare alcune ipotesi di proposta che lascio al dibattito interno al mio partito e non solo.

  1. Non esiste un modello di collocazione, né in Umbria né in Italia, che assicuri a Rifondazione un buon risultato elettorale.

    • I buoni risultati, conseguiti fuori da un’alleanza col PD, di Marsciano, Gubbio e Spello (con conseguenze diverse sul piano elettivo ma simili nella consistenza del consenso intercettato) fanno da contraltare ai risultati di Castiglione del Lago, San Giustino (sotto i 15.000 abitanti per un pelo…) e di molti comuni sotto i 15.000 abitanti nei quali tanti compagni vengono eletti, dentro un quadro di alleanze, con un numero di preferenze eclatante.

    • D’altro canto i risultati di Perugia (accordo si, 2,68%) e Terni (accordo no, 2,66%) e, soprattuto, di Foligno e Umbertide (accordo si, 1,60% e 2,62 rispettivamente) e Spoleto (accordo no, 2,44%) certificano, senza alcuna ombra di dubbio, che non esiste più nessun vantaggio nel voto ‘utile’ richiesto dentro un ottica di accordo. Tutto ciò è determinato da: a) il pieno convincimento del nostro elettorato della vera natura ultraliberista del PD; b) la scarsa credibilità della nostra capacità di contrattazione derivante da uno schiacciante rapporto di forza negativo; c) L’affermarsi di un voto di opinione, a scapito del voto di radicamento, nei grandi comuni e nelle realtà metropolitane.

    • C’è comunque da dire che, al di là delle letture regionali, Rifondazione sperimenta in tutto il territorio nazionale ogni forma di integralismo (accordista o oltranzista) da 6 anni a questa parte senza che si intravedano dei risultati che incoraggino letture territoriali univoche. Questo ci parla di un crisi del soggetto politico in sé indipendentemente dalla collocazione elettorale.

    • La stagione del centrosinistra è morta per evidenze che trascendono le nostre volontà: in definitiva, a parte alcune eccezioni, non serviamo più né al nostro blocco sociale di riferimento, né a chi ha pensato di utilizzarci in chiave sedativa delle contraddizioni sociali.

  1. L’unica invarianza, in tutte le combinazioni sopra esposte, dei contesti nei quali la Sinistra ottieni un risultato di rilievo (Marsciano, San Giustino, Gubbio, Castiglione della Valle, Spello, Citerna, Torgiano, Paciano, Bastia Umbra…) è la presenza di un forte circolo di Rifondazione organizzato che produce iniziativa politica, momenti aggregativi e tesseramento.

  1. La condizione necessaria di cui sopra sembra affermarsi anche come sufficiente ed esclusiva nel momento in cui andiamo a verificare che, in nessun caso, a parte l’eccezione di Foligno dovuta alla presenza di un gruppo dirigente di SEL di caratura nazionale, si afferma una offerta di sinistra nella quale non sia presente e decisiva Rifondazione Comunista. Con buona pace dei fanatici anti-rifondaroli (sempre molto presenti e giudicanti anche se non altrettanto attivi e lavoranti), nulla nasce a sinistra in opposizione a Rifondazione.

  1. Contemporaneamente, con buona pace dei rifondaroli integralisti e orgogliosamente super-organici, nulla nasce a sinistra fino a quando Rifondazione non si mette a disposizione, con la sua rete militante e organizzativa, di un progetto più ampio che deve avere una sua legittimazione assembleare aperta e libera. Rifondazione, è sotto gli occhi di tutti, non può più essere (per una serie di errori storici di cui tutti portiamo la responsabilità) il soggetto che riunisce la galassia anti-liberista che si oppone all’Europa dei banchieri. La capacità attrattiva di Rifondazione riesce ancora ad esercitare un ruolo importante quando si presenta, rinnovata, in: a) listoni sotto i 15.000 abitanti; b) ipotesi di sinistra allargata; c) in coalizioni nelle quali siano presenti anche altri simboli. In definitiva, ogni volta che si fa carico di una opzione nella quale sia presente la possibilità di non votare Rifondazione stessa.

  1. Questa lettura è avvalorata dal risultato (e soprattutto dalla sua composizione) dell’Altra Europa per Tsipras. A Perugia, nello stesso giorno, Rifondazione prende il 2,68 alle comunale e l’Altra Europa il 6%. Ancora più eclatante il dato di Firenze: Rifondazione, storicamente forte e all’opposizione, prende l’1,38% e Tsipras l’8%. La lista della Sinistra Europea soffre, al contrario, in quelle realtà territoriali più piccole nel quale il nostro radicamento non riesce a spostare i voti verso un’opzione politica ancora una volta precipitata gli ultimi mesi e sulla quale non si è riusciti a lavorare per tempo.

  1. L’unica soluzione praticabile è quella di far diventare il tessuto militante di Rifondazione le gambe sulle quali far camminare quel voto d’opinione che si è espresso per un’altra Europa cambiandone così anche la natura che, al momento, sembra essere quella di un blocco sociale che vive la precarietà intellettuale e le contraddizioni odierne ma che non riesce a rappresentare le sacche popolari di disagio. Dentro a tale contesto l’affermazione della compagna Forenza al Sud ci dice che l’identità comunista non soccombe di fronte al confronto con le altre ma diventa egemone se accetta la sfida dell’unità nella diversità.

  1. Il prossimo Congresso regionale di Rifondazione deve diventare il luogo nel quale si tracciano analisi ed elaborano strategie per il medio termine tenendo, comunque, presente che le prossime regionali del 2015 sono già l’esame di maturità per il nascituro soggetto. Soggetto che dovrà confermare l’alterità al PD Renziano rifuggendo, contemporaneamente, da ipotesi minoritaristiche sfidando tutti i soggetti politici sulla base di un Programma ambizioso e realizzabile che si ponga la sfida del Governo della Regione.

  1. Per fare questo non si può pensare di far interpretare questa nuova fase dallo stesso gruppo dirigente che, tra meriti ed errori, ha attraversato tutta la storia del centrosinistra umbro degli ultimi 20 anni.

Federico Santi

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Federico Santi Candidato a Sindaco

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Con la Riunione di Lunedì 24 Febbraio si è concluso il ciclo di iniziative promosso dalla ‘Sinistra per Marsciano’ che ha visto la convergenza di un’ampia platea di persone per la costruzione di un programma partecipato.

La visione della Marsciano che è scaturita da questa esperienza è molto chiara: nessuna promessa roboante o la classica lista di critiche non costruttive ma molte proposte concrete per sviluppare un’idea di avanzamento del tessuto industriale, artigianale e commerciale in chiave sostenibile associate a proposte per la tenuta dei settori sociali emarginati da questa crisi. La difesa dell’ambiente contro il consumo del territorio è il volano dell’unico sviluppo possibile: energie rinnovabili non speculative, proposta di Legge rifiuti 0 con polo comunale del riuso, distribuzione delle terre demaniali ai giovani disoccupati e cassintegrati, piattaforma e-commerce comunale per le imprese agroalimentari del territorio, sviluppo e sburocratizzazione delle forme mutualistiche, piano degli investimenti votato alla manutenzione del territorio a alla riqualificazione energetica degli edifici, programmazione nell’ambito di una politica di distretto industriale, difesa del ruolo pubblico dell’educazione e dei servizi nella consapevolezza che sono necessarie una riconosciuta competenza e la massima efficienza della macchina comunale. Contemporaneamente si deve fare in modo che anche le tariffe comunali siano modulate con esenzioni nei riguardi di chi, cittadino, famiglia o impresa, si trovi in situazione di forte disagio economico e con detrazioni e incentivi per i comportamenti virtuosi dal punto di vista sociale ambientale. Siamo assolutamente convinti che una squadra disponibile e pronta all’ascolto, al passo coi tempi e del tutto priva di legami sottobanco con i baronati territoriali possa riuscire in questo compito.

La spinta fondamentale di questo processo è l’idea che vogliamo portare in giro di ‘Amministrazione partecipata’ che si basa sulla visione paritaria tra amministrazione e cittadino.

È emersa nella serata la presenza di due liste ancora aperte ma di chiara consistenza numerica e di grande spessore politico, culturale e territoriale: ‘La sinistra per Marsciano’ e ‘L’altra Marsciano’ (Babucci Gianni, Baiocco Fabrizio, Bolli Mario, Cardaioli Andrea, Capoccia Bruno, Ceccarini Mauro, Chiucchiù Emanuele, Cinti Federica, Ez Zahar Salah, Ferranti Daniele, Giannoni Lorenzo, Miseria Giacomo, Natalizi Tania, Pacchiarotti Giulia, Parenti Luca, Perri Andrea, Polverino Michelle, Saccarelli Giorgiana, Sorbini Giuseppe, Tomassoni Chiara, Trotta Valerio).

L’assemblea, infine, dopo un dibattito non rituale e articolato, ha espresso la volontà di candidare a sindaco Federico Santi come giusto interprete, per competenze e coerenza, del percorso politico che ha portato, in questi 15 anni, alla crescita dell’idea di un’altra Marsciano che cambi le politiche e le pratiche dell’attuale amministrazione.

Si è ribadita,ancora una volta, la volontà di mantenere aperta la porta ad un percorso unitario con le liste civiche de ‘La Nostra Marsciano’ nel momento in cui si verificassero compatibilità programmatiche e cadessero veti sulla nostra cultura politica e imposizioni sul metodo per l’individuazione del candidato unico.

La coalizione inizierà la propria campagna elettorale con la presentazione del candidato sindaco e dei candidati territoriali la settimana prossima con le seguenti iniziativa:

Papiano: martedì 1 Aprile, sala polivalente ore 21

Spina: mercoledì 2 Aprile, centro di lettura ore 21

Cerro: venerdì 4 Aprile, parco verde ore 21

 

 

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Nasce “La sinistra per Marsciano”, rompiamo gli indugi, mandiamo a casa questa amministrazione.

Dopo una fase di consultazioni e contatti tra le diverse realtà della sinistra Marscianese, è nata “La sinistra per Marsciano”, una lista La Sinistra Marsciano (1)da costruire con i cittadini per una sinistra del lavoro e dei diritti, che saprà proporre una nuova prospettiva oltre ad una radicale critica dell’Amministrazione uscente. Quella che stiamo costruendo in questi giorni è la coalizione dell’alternativa, il posto per tutti coloro che non si rassegnano a scegliere tra una politica intesa come spartizione di postazioni e interessi particolari e un’antipolitica avventurista, rabbiosa e velleitaria.
La sinistra per Marsciano è uno spazio civico aperto a chiunque abbia un’idea innovativa da condividere nell’orizzonte progressista; un’esperienza che farà tesoro dei temi che si respirano tra la nostra gente: la sfiducia delle persone nella politica, il populismo insinuatosi negli angoli più remoti del nostro pensiero.
Per questo vogliamo rompere gli indugi, costruire una coalizione di liste credibili, che metta al centro le problematiche specifiche delle persone, non le polemiche politicistiche ed elettorali. Marsciano ha bisogno di unire la dirittura morale e la trasparenza amministrativa con delle competenze e delle capacità pronte a raccogliere la sfida di governo, un governo finalmente diverso. Proporremo una serie di iniziative pubbliche per scrivere il nostro programma, il programma dell’alternativa. Lo discuteremo con i cittadini, i commercianti, i tecnici, e gli addetti ai lavori; non la solita serie di spot elettorali ma proposte amministrative valide, utili e applicabili sul tema del lavoro, dell’urbanistica, degli spazi verdi, dell’ambiente, sul ciclo dei rifiuti, sulla gestione del personale, sulle infrastrutture tecnologiche e la lotta alla criminalità.
Vogliamo condividere questo percorso con i consiglieri che hanno rappresentato l’opposizione di sinistra in Consiglio comunale in questi 5 anni, con la volontà di coinvolgere le tante e diverse realtà sociali di Marsciano. Ci appelliamo a tutti i cittadini che condividono con noi la voglia di una reale svolta per Marsciano, che pensano ci sia un’alternativa di concepire il concetto di bene comune, che credono nel valore aggiunto di una coalizione plurale in cui convivono prassi ed ideali differenti che lavorino assieme per dare a Marsciano una ventata di novità e cambiamento. Il nostro indirizzo e-mail è sinistrapermarsciano@gmail.com: mettetevi in gioco con noi, in prima persona, dateci i vostri spunti programmatici, le vostre idee per uscire da questa crisi che attanaglia Marsciano. Saranno la linfa vitale del nostro programma.

Bruno capoccia, Michelle Polverino, Fabrizio Baiocco, Santi Federico, Giulia Pacchiarotti Giacomo Miseria, Salah Ezzahar, Gianni Babucci, Giorgiana Saccarelli, Daniele Ferranti, Lorenzo Giannoni